ispirazioni UNA MAGIA DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE (E un matrimonio da sogno…) Giugno 21, 2018

mazzetto di san giovanni udine fvg
Il mazzetto di San Giovanni

 

La notte di San Giovanni (23-24 giugno) è un momento magico.

Da sempre si è attribuito a questo periodo dell’anno, che coincide più o meno col solstizio d’estate, qualcosa di mistico, di rigenerante, di benaugurante. Le celebrazioni e i rituali a cui si associa sono ricorrenti in molte zone e in culture differenti, per questo forse persiste lungo i secoli e, a mio avviso, la rende ancora più affascinante.

Come dicevo è una festa che celebra il solstizio d’estate, quando il sole è al culmine e comincia la sua fase discendente. Questo momento però è anche  preludio dei mesi più caldi e asciutti dell’anno, quindi i riti che si sviluppano durante questa notte sono volti a celebrare l’acqua e il sole per un augurio di un ricco e prosperoso raccolto.

Si accendono dei piccoli fuochi propiziatori e si raccoglie la rugiada che scende durante la notte e che si conserva poi in ampolle dal potere miracoloso. Ma è anche la notte degli innamorati: chi si incontra oggi è destinato a rimanere insieme per tutta la vita e un albume d’uovo lasciato sotto la luna può portare a prevedere un futuro amore.

Non a caso Shakespeare ha ambientato proprio in questa notte e in occasione della celebrazione di un matrimonio il Sogno di una notte di mezza estate, una notte magica, propizia agli incontri d’amore, un sogno come augurio di un risveglio gioioso.

Inoltre è un momento favorevole per raccogliere le erbe a cui da sempre sono state associate virtù magico-teraputiche. Erbe che vengono assemblate in mazzetti e appese sulla soglia di casa per la notte e conservate poi durante l’anno come protezione da vari malanni. Dall’iperico – chiamato proprio erba di San Giovanni – alla lavanda, simbolo di virtù e purezza; dalla felce che attira i guadagni, alla menta, fino alla verbena, alla ruta, all’artemisia, alla camomilla che protegge i sogni… non c’è una vera e propria ricetta, ogni luogo ha le sue erbe magiche e ogni erba ha una precisa virtù propiziatoria.

Forse proprio perché sono una persona molto razionale, sono fortemente affascinata da questi riti ancestrali che tutt’ora rimangono così vivi nella cultura contemporanea (certo, forse, con una valenza decisamente diversa rispetto a qualche decennio fa).

Che ci si creda oppure no, perché non approfittare di una notte di mezza estate per celebrare questo misterioso sentimento che è l’amore?

Mi lascio ispirare proprio dalla commedia di Shakespeare, immaginando una tiepida e piacevole sera, al limitare del bosco, dove per una notte tutto può succedere, abbagliati dai dispettosi fuochi delle fate ma protetti dalle erbe-amuleto, nella suggestione di perpetuare un antico rito tribale.

Credits: Il magazzino del sì, Pinterest

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